Nel mondo dei grandi vini, molti tendono a guardare indietro verso leggende consolidate e collaudate dal tempo – che si tratti di individui o famiglie – la cui storia risale ad almeno 50 anni fa o a un paio di generazioni. Negli ultimi 30 anni, abbiamo assistito alla nascita di vignaioli che non provengono da famiglie o tradizioni legate al vino. Le loro esperienze nella vitivinicoltura si accendono spesso nel corso di viaggi, o dalla scoperta di un proprio percorso filosofico. Xavier Vignon è uno di questi esempi e, come uomo dai molti talenti e interessi, il suo punto di forza è creare e mettere in pratica le proprie convinzioni. Scopri Xavier attraverso il nostro blog dedicato a lui oggi.

Xavier Vignon, enologo nella Valle del Rodano

Figlio di uno scalpellino, nato e cresciuto nella regione degli Hauts-de-France, Xavier Vignon è stato guidato fin dall’infanzia da una costante ricerca di armonia, frutto della generosità della natura e del genio umano nel saperla esaltare. Un’armonia che è anche il risultato di un lungo processo creativo che inizia con un meticoloso rispetto delle regole, tanto più trascendenti quanto più sono state padroneggiate. «Dobbiamo prima di tutto vivere con e secondo le regole per imparare come superarle in modo metodico» spiega.

Di mente scientifica ma anche con una profonda sensibilità per la bellezza, fu l’incontro con un vignaiolo a segnare per Xavier un punto di svolta nella vita e nella carriera. «La mia vocazione», come la definisce lui. Oltre al suo lavoro teorico, durante gli studi Xavier ha intrapreso numerose esperienze che lo hanno portato nei due emisferi, permettendogli di partecipare ad almeno 13 vendemmie in sette anni.

Ha trascorso molto tempo in Champagne, dove ha imparato l’arte dell’assemblaggio grazie a mentori come Dominique Foulon e Richard Geoffroy presso Moët & Chandon. Ha lavorato anche in diverse altre regioni vinicole della Francia e in Australia. Attribuendo grande valore al suo vasto bagaglio di esperienza e conoscenza, Xavier Vignon esplora costantemente nuovi modi di rivelare le molteplici sfaccettature dei vitigni e dei terroir che gli sono tanto cari: assemblaggi audaci e innovativi, cuvée mono- e multivintage, tecniche di affinamento originali e creative con invenzioni proprie come il Vinarium® e le Wine Globes.

La Valle del Rodano Meridionale
Una regione dalle mille sfaccettature

Automne / Autunno alle Dentelles de Montmirail

Xavier Vignon ha scoperto le Dentelles de Montmirail quasi venticinque anni fa. È stato un colpo di fulmine per il vignaiolo, che ha immediatamente intravisto il potenziale di qualcosa di davvero speciale in questo mosaico geografico di terroir. «Più che un incontro, è stata una condizione sine qua non, la mia vocazione se vogliamo. Un terroir ricco e vario che all’epoca era un piccolo gioiello poco conosciuto, traboccante di infinite possibilità che ero pronto a cogliere» ha detto.

Le Dentelles de Montmirail si sono formate diversi milioni di anni fa quando due placche tettoniche si sono spostate, dando vita a una rarità geologica: un vulcano freddo. Come in una tarte Tatin, i suoli delle profondità sono risaliti in superficie, generando un terroir incredibilmente ricco, con sabbie e arenarie dell’era Terziaria, calcari e marne del Giurassico e del Cretaceo. Questa incredibile diversità di terroir ci ha permesso di creare un’ampia gamma di vini altamente complessi e, soprattutto, cuvée minerali.

Enologo, Vignaiolo & Consulente
Un’unica passione, tre competenze

In tre anni, partendo da zero, Xavier Vignon è diventato consulente per circa un centinaio di tenute nella parte meridionale del Rodano.

Nel 2003, l’ICV (Istituto di Enologia della Champagne) gli ha chiesto di dirigere il laboratorio di enologia per i loro clienti nella storica regione vinicola di Châteauneuf-du-Pape. La sua squadra si è presto guadagnata una solida reputazione per il proprio savoir-faire e ha consigliato quasi 450 tenute e vignaioli della regione. Spinto dalla passione per la microdiversità geologica della zona, Xavier implementa approcci parcellari nelle aziende vinicole fin dai primi anni Novanta.

Nel frattempo, la sua passione per la creazione ha continuato a crescere fino a diventare un bisogno, un vero e proprio impulso, più che un semplice desiderio. In seguito agli incontri con vignaioli e ai loro suoli, Xavier Vignon ha deciso di portare alcune di queste collaborazioni ancora oltre, creando una propria gamma di vini.

Dalla vigna al bicchiere, ogni dettaglio è stato attentamente pensato, sviluppato e portato alla vita. Dall’inverno fino alle vendemmie successive, ha percorso i vigneti e si è preso cura con dedizione delle sue parcelle preferite, destinate a creare le future cuvée. I risultati parlano da soli.

Oggi, oltre al lavoro come enologo consulente per più di 200 tenute, Xavier Vignon si dedica anche alla coltivazione di 35 ettari di vigneti acquisiti sui migliori terroir delle Dentelles de Montmirail (Lafare, La Roque Alric e Le Barroux).

La Natura come unica filosofia
Conoscenza scientifica dei terroir e importanza della mineralità nel vino

Più che un semplice approccio per parcelle, Xavier Vignon ha portato il suo pensiero a nuovi livelli per avvicinarsi come mai prima d’ora ai suoi terroir.

Il futuro? Ha scelto di tornare a un approccio meno interventista, basato sul sostegno alla vite piuttosto che sul dominio della natura. Anche se tutti i vini prodotti oggi sono frutto di pratiche ragionate, l’obiettivo, entro 5 anni, è di produrre esclusivamente vini biologici.

La mineralità nel mondo del vino è un termine che non ha una definizione univoca. Dietro questa nozione si cela un’infinita galassia di fattori, alimentata da geologia, salinità, interazioni tra questi elementi e la vite, l’acino ma anche il mosto…

Forte della sua esperienza nei vigneti di tutto il mondo, Xavier Vignon è sempre stato affascinato dalla mineralità e dai suoi effetti sul vino. A Bordeaux, da giovane enologo, ha scoperto lo straordinario potere del sale in proporzioni infinitesimali e la sua influenza sulla struttura tannica dei vini. Incuriosito, ha proseguito le sue ricerche sui terroir che visitava in Francia, Australia e Sudafrica.

Dopo diversi anni di riflessioni, confronti e analisi dei suoli e delle annate, il ruolo dei sali minerali è stato finalmente messo in luce. Quando si parla di mineralità, l’impatto sulla vite va oltre la geologia, fino al potere dei sali minerali di interagire con la pianta stessa. Favorendo apparati radicali profondi, permettiamo alla vite di attingere in misura maggiore ai sali minerali contenuti nell’acqua che scorre nel suo terroir e di trasferirli a foglie e acini. Sole e vento concentrano poi questi sali minerali e massimizzano la loro influenza sia sui tannini sia sulla struttura aromatica.

Ora sembra che questi sali abbiano un effetto ciclico sul gusto del vino, con fasi ascendenti e discendenti. Sebbene il potere dei sali minerali e i loro effetti sull’acqua siano già ben noti, il tenore alcolico del vino ne intensifica l’azione nell’equilibrare i sapori essenziali e antagonisti.

Ogni sale minerale, a seconda della sua composizione, avrà anche un impatto diverso sull’equilibrio chimico del vino e quindi sul suo sapore. Il vero indicatore di un terroir non è quindi solo il suolo, ma anche l’acqua che lo attraversa e, incidentalmente, l’esposizione delle parcelle, che influenza la concentrazione di mineralità nel cuore degli acini.

Il Tempo
L’ispirazione per creazione e innovazione

I cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno avuto un forte impatto sull’elaborazione del vino: temperature più elevate influenzano la maturità dei tannini, e il compito del viticoltore non è più quello di far invecchiare il vino, ma di rallentare il rallentamento del tempo.

In questa ricerca senza fine, Xavier Vignon si adopera per trovare nuovi metodi di affinamento: botti immerse, vetro e cemento. Questa ricerca si svolge con l’aiuto dei migliori artigiani, per preservare la diversità aromatica dei vini senza tradire la purezza dei mosti.

Spinto dal desiderio di spingersi oltre nella creazione di vini puri che esaltino le loro origini e il loro frutto, Xavier Vignon e il suo team hanno sviluppato un metodo di affinamento rivoluzionario, che hanno chiamato Vinarium®.

Questo pezzo unico è il risultato di diversi anni di sperimentazione. Si tratta di un contenitore su misura da 7.000 litri in legno e acciaio inox, creato per ospitare 5 barrique da 200 litri… e vino, nel quale le botti sono immerse. Questo sistema permette al vino nelle barrique di beneficiare di un ambiente di affinamento unico: umidità al 100%, senza tracce di ossigeno e senza influenze esterne.

Com’è nata questa idea? Dalla qualità e freschezza di bottiglie ritrovate e degustate dopo decenni trascorsi sotto il mare, vicino a relitti. Non c’è dubbio che l’affinamento in un ambiente liquido abbia migliorato la loro qualità. Ma il progetto di Xavier Vignon non si limita a creare le condizioni ideali per l’invecchiamento. L’ambizione è quella di partecipare alla vita del vino prima dell’imbottigliamento, permettendogli di svilupparsi come un bambino protetto nel grembo materno.

«In un’epoca in cui il riscaldamento globale mette sempre più in discussione il nostro modo di lavorare l’uva, il Vinarium® è una risposta serena all’affinamento ottimale dei nostri vini, restituendo tempo al tempo, senza la necessità di combattere contro l’ossidazione. Il risultato è una preservazione e una finezza degli aromi mai raggiunte prima» conclude Xavier Vignon.

Collezioni
Quattro collezioni, una sola filosofia

Collezione Arcane di Xavier Vignon

Collezione Arcane
Ogni cuvée rivela il punto esatto in cui il tempo, il terroir e la passione di un vignaiolo si incontrano per riflettere un’idea unica e originale, la rivelazione di un momento perfetto, sospeso nel tempo e reso vivo attraverso l’assemblaggio di più annate dello stesso terroir o di diverse parcelle dello stesso vitigno.

Riflesso della mentalità audace e coraggiosa di Xavier Vignon, l’etichetta di ogni cuvée è ispirata ai Trionfi maggiori dei tarocchi nell’edizione “Sforza Visconti” del primo Rinascimento italiano: L’Hermite (L’Eremita), Le Pape (Il Papa), Les Amoureux (Gli Amanti), La Lune (La Luna), Le Soleil (Il Sole)… Queste cuvée vengono rilasciate una sola volta, per poi scomparire e lasciare il posto a nuove Arcane.

Per esempio, La Tempérance, un vino di Cairanne, è un assemblaggio di annate. Ogni vendemmia dà il proprio contributo alla creazione di questa cuvée unica, la cui spina dorsale è la purezza. L’obiettivo è preservare il frutto lungo tutta la vita del vino, senza influenzarlo con metodi di affinamento che lo maschererebbero. Parte della vinificazione e dell’affinamento è stata effettuata in Wine Globe, contenitori in vetro da 200 litri. Questa cuvée fa parte del più ampio progetto di Xavier Vignon volto a preservare la purezza del vino attraverso metodi innovativi di vinificazione e affinamento.

Un altro esempio, Le Diable 2015 è ottenuto da vecchissime parcelle 100% Mourvèdre (alcune delle quali superano i 100 anni), selezionate per la loro straordinaria concentrazione in sali minerali e coltivate in varie parcelle della regione del Vaucluse. Queste 17 parcelle sono piantate su una varietà di terroir composti da argille rosse, argille blu, ciottoli arrotondati, suoli urgoniani e sabbia.

Collezione Original
I vini di questa collezione sono la rivelazione di incontri sorprendenti e insoliti: diversi terroir, diversi vitigni o diverse annate combinati in un’unica cuvée. Le cuvée SM, per esempio, sono ottenute da un assemblaggio di vini del Rodano Meridionale e Settentrionale, con un’enfasi sull’annata, dando vita a un’espressione davvero unica. A differenza della gamma Arcane, queste creazioni originali sono pensate per rivelare l’essenza e gli effetti del tempo attraverso diverse annate.

Collezione Terroirs d’Eccellenza
I vini di questa gamma offrono un’espressione eccezionalmente precisa di ciascuno degli straordinari terroir del Rodano meridionale. Dai Villages ai Crus, ogni cuvée è la firma del rapporto unico tra suolo e clima. Questa gamma mette in primo piano i vini di Gigondas, Vacqueyras, Rasteau, Beaumes-de-Venise, Cairanne e Lirac.

Collezione Privata
Questi vini sono il risultato di scoperte illuminanti, tesori poco conosciuti e vecchie annate che sono state preservate e rielaborate prima di essere finalmente messe in commercio. Come il Châteauneuf-du-Pape 1972, che è stato accuratamente conservato in vasche di cemento per quasi 50 anni, al riparo dalla luce e dall’ossigeno, prima di essere imbottigliato.